Rassegna Stampa
Recensioni e critiche
| titolo | autore | fonte | data |
| Clara Brunelli: "Riflessioni" » |
Ottavio Borghi |
Archivio delle Arti |
ottobre 2010 |
Clara Brunelli è una pittrice la cui passione figurativa affonda le radici nella fotografia coltivata a livello professionale; da qui l’occhio di riguardo per la verosomiglianza e l’impronta formale delle sue opere. Il che però non le vieta di caratterizzare in modo del tutto originale ogni immagine, fatto questo che rappresenta uno dei capisaldi della vera arte pittorica. Il suo iter artistico è quindi sempre animato da quel senso di ricerca e nello stesso tempo di estrema partecipazione che la spingono ad immedesimarsi nel soggetto o nella scena, calandosi poi emotivamente nei personaggi e nelle vicende, vivendone quasi all’unisono i fatti materiali e spirituali. Per cui l’autrice è sempre dibattuta fra una razionale ed obiettiva visione delle cose e l’impeto creativo motivato dal bisogno costante di rendere il prossimo partecipe dei propri sentimenti e delle proprie emozioni.
Tutto questo anche esplorando gli intricati meandri delle infinite speculazioni e tendenze artistiche che hanno storicamente caratterizzato il passato, ma soprattutto i tempi più recenti. Mai però adotta supinamente gli spesso discordanti punti di vista riguardanti l’arte, se pure avallati dalla critica e da tutte le consuetudini istituzionalizzate, in quanto soltanto così può sentirsi libera di manifestare al meglio i propri sentimenti. Privilegia quindi la spontaneità e l’immediatezza di una certa istantaneità espressiva in modo che i suoi colori, i suoi scenari ed i suoi personaggi sembrino vivere in una realtà contingente.
Una particolare attenzione merita la tematica, trattata per mezzo di una serie originale e finora inedita, di dipinti impreziositi con reperti autentici costituiti da frammenti di meteorite. Opere nelle quali Clara mette a profitto la sua competenza in fatto di geografia e di fenomeni cosmologici, trasformando la valenza scientifica ed in certa misura anche il senso di arcana magìa in poesia inquietante.
Dai suoi quadri si evince quanto intenso sia il fascino del vagare attraverso i deserti africani seguendo le labili tracce che il “Ghibli” caldo e secco tende a cancellare. Disagi fisici e paure, fino all’angoscia della solitudine e spesso lo smarrimento che prende nel vivere entro spazzi senza confini, ma nello stesso tempo l’esaltazione della ricerca ed il sottile brivido della scoperta. Sabbia rovente, luce abbacinante e miraggi incantati, ed ancora gelidi cieli notturni che sovrastano il silenzio e le incognite dell’oscurità, addolciti soltanto dal richiamo magico delle stelle e delle galassie.
Tante immagini di meteoriti che bucano l’atmosfera a velocità cosmica e che frantumandosi mentre la loro anima fonde, diventano “polvere di stelle”, testimonianze di eventi e di mondi sconosciuti immensamente lontani. Frammenti che precipitano in scenari desolati di rocce emergenti dalla sabbia imperante che Clara nelle sue opere, accomuna alla suggestione del “Mal d’Africa” ed alle immensità desertiche arse dal sole dei tropici, come pure agli inconsueti ed affascinanti firmamenti popolati di costellazioni e di nebulose.
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| Viaggio di una meteorite » |
Clara Brunelli |
New Entry Speciale (periodico Quindicinale) |
2011 |
Quante volte guardando verso il cielo nelle notti stellate, ci si augura di vedere una stella cadente, per poter esprimere un desiderio.
In realtà, la comunemente chiamata stella cadente, è una Meteora e quando arriva sulla Terra si forma un residuo solido chiamato Meteorite. Il viaggio per giungere sul nostro pianeta è lunghissimo, passando nello spazio infinito s’imbatte in coloratissime nebulose, attraversa costellazioni, galassie e lune di altri pianeti. Viaggia in un mondo a noi sconosciuto ma affascinante, sino a bucare l’atmosfera che circonda la terra, incendiandosi come una palla di fuoco che si raffredda in pochi minuti quando tocca il suolo terrestre. Le meteoriti possono cadere ovunque, anche vicino a noi come è successo il 16 Febbraio del 1883 alle ore 14 e 40 nel paese di Alfianello in provincia di Brescia, è una meteorite storica e di un certo valore scientifico. Ci sono le condriti, perché composte da condrule oltre ad altro materiale e sono le più vecchie, le acondriti prive di condrule sono più giovani, tipo la carbonacea, l’urelite, l’eucrite e sono molto interessanti per chi le studia. Personalmente ho avuto la fortuna di trovarne parecchie nel deserto del SAHARA, dove si conservano perfettamente, vi assicuro che trovare e toccare queste rocce arrivate dallo spazio è un’esperienza entusiasmante. Possedendo parecchi frammenti di condrite classificata H5/6 chiamata HAH296 ho dipinto dei quadri che rappresentano il viaggio ed il luogo dove è stata trovata. Le opere dal titolo DALL’INFINITO ALLA TERRA sono impreziosite da questa roccia cosmica dall’età approssimativa di oltre 4.5 miliardi di anni.
Chi tocca una meteorite tocca una stella cadente!
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| Il deserto di Clara Brunelli » |
Luca Cremonesi |
Il paese delle meraviglie, edizioni presentARTsi |
2011 |
La mostra che Clara Brunelli ha realizzato in quel di Calvisano nel mese di marzo 2011 è stata l’occasione per vedere esposte le sue ultime tele, e cioè lavori che si discostano molto dalla sua produzione tradizionale. Clara ha iniziato un ciclo di ricerca davvero molto interessante che parte dal deserto (fotografia e tele) e dallo spazio infinito dell’universo con l’innesto, nei dipinti, di veri meteoriti che l’artista ha raccolto nel corso dei suoi viaggi. Il lavoro di Clara è in corso, la sintesi è ancora là da venire, ma la strada intrapresa è segnata, chiara, limpida e cristallina: sta all’artista, ora, saperla seguire, ma le doti della Nostra fanno sperare bene, perchè di talento Clara è dotata, come d’altronde di tecnica e di potenza di pensiero.
Il deserto e l’infinito sono, da sempre, due immagini care a chi ha pensato il futuro. Gran parte della fantascienza anni ’60 e ’70, dal filone catastrofico al più ottimista, ha abusato sia dell’uno che dell’altro. Gran parte del mondo futuro contaminato e/o distrutto da qualche catastrofe tecnologica era destinato al deserto. Libri su libri, ma anche canzoni (Noi non ci saremo, Atomica cinese, Eppure soffia…), film, fumetti: il deserto era il destino della fine dell’umanità progredita, dell’uomo tecnologico che, agli albori degli anni ’60 (l’epoca del boom economico), si avviava sulla via del benessere e della tranquillità economica. Oggi sappiamo come è andata a finire, così come sappiamo che il deserto non è una condizione fisica, ma umana, etica, esistenziale. Le fotografie di uomini e donne, attorno al fuoco, nel deserto, sono significative: non perché ciò che resta dell’umanità è un gruppo di uomini e donne perse nel deserto, ma proprio perché ritrovarsi nel deserto appare come l’ultimo baluardo di civiltà possibile. Incontrarsi attorno al fuoco, raccontarsi, far baldoria, sorridere ed essere sereni, è ciò che desideriamo quando sogniamo di essere lontani da questa civiltà che tutto consuma e che tutto logora, in un lento e inesorabile decadimento di quanto si era sperato. La luce che la fotografia di Clara cattura, dunque, non è quella della speranza post-atomica che il deserto ci doveva dare quale monito per le nostre malefatte, ma la luce calda e avvolgente di chi ha bisogno di ritrovarsi perché, come sostiene Carmelo Bene, “siamo un deserto che parla ad un altro deserto, non al deserto dell’altro”.
E se il deserto di sassi e polvere è qui sulla terra, l’infinto dell’universo invece è sopra di noi, come il cielo stellato di Kant, ed è il contro altare di questo territorio desertico che siamo noi, oggi, uomini e donne del 2011. Dall’infinito dello spazio profondo, il luogo fisico visto e percepito, però, come metafisico – perché non siamo in grado di pensare tale vastità e ci affidiamo, nell’epoca della scienza e della tecnica, a spiegazioni fantasiose che rasentano la magia – ci giungono, per fortuna, segni tangibili di tale fisicità: i meteoriti. L’infinito è lì, reale e concreto, più di quanto noi possiamo immaginare, e non è questione di astronavi, mondi lontani, esseri verdi con sette mani e quattro occhi. L’infinito non è popolato da forme di vita strane, ma dalla materia, da metalli e rocce (e quindi, forse, da forme vita simili a noi) come quelle della terra. Che l’unica possibilità di immaginare un futuro fantascientifico sia nel pensare altre forme di vita o altri mondi strampalati, bhe, vuol dire non aver colto in profondità quanto, ad esempio, serie tv note ai più, come Star Treck, ci stavano dicendo: il futuro è nella contaminazione, nell’incontro di popoli lontani che vivono mondi differenti dai nostri. Traduco: il futuro è nell’incontro con civiltà diverse dalle nostre, che magari fuggono da teatri di guerra, da mondi claustrofobici e tirannici e che chiedono aiuto o in termini di accoglienza o in termini di sostegno per lotte e rivolte. L’infinto spazio e il deserto si toccano, perché sono concreti, luoghi reali che lascino segni e tracce: il deserto la sabbia, lo spazio i meteoriti, avanguardie di mondi simili ai nostri, differenti in molto, ma tuttavia con alcuni elementi in comune, quanto meno la terra, i minerali, le leggi fisiche.
Le tele che Clara realizza cercando quella sintesi fra deserto e infinito che non tarderà ad arrivare sono il segno che questi due luoghi si possono incontrare: se un meteorite cade in città, si mescola ai vari sassi, ma se cade nel deserto può essere identificato, raccolto e accolto. Chi è attorno al fuoco, lontano dalle campane mediatiche e dalle trombe dell’apocalisse, e si difende dal deserto cercando umanità e contatto può accogliere ciò che giunge dall’esterno perché ha il tempo per scovarlo, scoprirlo e conoscerlo. Nel deserto l’infinito dello spazio diventa reale, mentre l’universo diventa “semplicemente” il cielo stellato sopra il deserto, e cioè il naturale tetto per l’uomo e la donna che così si possono sentire non più spaesati, ma parte di una dimora, il mondo appunto, che è molto più vasta della piazza del proprio paese. Deserto e universo sono due spazi aperti, infiniti, dove uomini e donne, ma anche forme di vita differenti, vagano, lasciando tracce, al fine di potersi incontrare. Se questo non è un messaggio di speranza, anche pur se fantascientifico, allora la nostra civiltà è davvero condannata a perire nella catastrofe che si sta vuole creare.
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| Mostra Personale di Clara Brunelli » |
Ottavio Borghi |
Presentazione mostra a Calvisano |
5 marzo 2011 |
Da un critico d'arte il pubblico si aspetta sempre una valutazione di carattere tecnico in ordine alla correttezza mimetica ed esecutiva, quindi alla verosimiglianza del soggetto nella riproduzione pittorica o scultorea.
A questo punto è indispensabile fare una distinzione fra i due termini Tecnica ed Arte, in quanto in greco “Tèchne” significava sia l'una che l'altra cosa. In tempi più recenti abbiamo imparato che non sempre la perfezione esecutiva si identifica con l'intuizione artistica. In modo particolare quando non emerge da un'opera, se pure tecnicamente perfetta, quell'intento innovativo o quella caratterizzazione del soggetto o della scena, che riflette le sensazioni provate dall'artista durante la traduzione figurativa di una realtà tangibile in idea.
Talvolta quindi, l'abilità tecnica per sé stessa può anche essere definita come lavoro di artigianato, se pure d'alta classe, in quanto non accompagnata da quel senso di innovazione e di autenticità che riflettono le sensazioni e la particolare filosofia dell'autore. E' ovvio che se abilità tecnica ed intuizione artistica vivono in simbiosi il risultato diventa sublime, a patto che si mantenga al di fuori dal freddo iperrealismo di carattere fotografico. Naturalmente anche il critico più navigato può soggiacere a reazioni emotive formulando a volte valutazioni poco obiettive, dimenticando che il suo compito è quello di illustrare al pubblico le intenzioni dell'autore, senza emettere a priori giudizi negativi. I critici, e spesso anche gli stessi artisti, devono quindi scendere dal loro metaforico piedistallo, in quanto si rivolgono ad osservatori di cultura artistica eterogenea od addirittura, agnostici nei confronti dei fatti che riguardano l'arte. Si può quindi concludere che ogni speculazione artistica è degna di rispetto a prescindere dal suo effetto estetico, perché giustificata dall'indispensabile dinamica che lascia intravedere nuovi obiettivi spirituali, che mirano oltre le valutazioni attinenti ad un accademismo forse stanco, che propone come unico obiettivo la semplice imitazione della natura ed il gradimento estetico.
Dopo questa indispensabile premessa, possiamo entrare nel vivo della nostra mostra.
Clara Brunelli proviene artisticamente dalla fotografia, quindi è più che naturale la sua propensione per l'analisi mimetica, sia per i particolari che per il contesto generale del quadro. Per forza di cosendeve quindi avvalersi delle tante virtualità di un'arte che deve rappresentare la realtà avendo a disposizione soltanto due dimensioni. Ma tutto questo non riesce a smorzare i suoi slanci emozionali che la portano a focalizzare fatti reali od anche ipotetici creando un alone quasi magico. La visione dei suoi dipinti porta ad immaginare la sequenza delle reazioni umane durante la ricerca ed in occasione di ogni nuova scoperta.
"L'input" emotivo dell'inizio e l'appagamento ad ogni successo, la curiosità e la volontà di acquisire sempre cose nuove, che aumentano in modo esponenziale ad ogni ritrovamento, ma soprattutto il bisogno di rendere partecipe il prossimo delle proprie emozioni. Così che riesce a trasmettere a tutti noi profani il fascino e, nello stesso tempo l'angoscia delle vastità agorafobiche che prendono l'animo negli spazi desertici, mentre lo sguardo si perde nella profondità e nell'incantesimo dei cieli che li sovrastano.
Tutte le sensazioni che la letteratura ci ha comunicato, Clara riesce a tradurle in figure permeate da una passione quasi feticistica, conducendoci per mano al di fuori del nostro mondo tradizionale ed indirizzando la fantasia verso i grandi silenzi, ad immaginare il fischio del vento che vivacizza le dune, le rocce brune arse dal sole e gli scheletri pietrificati delle civiltà perdute. Le sue creazioni pittoriche prospettano tutte le incognite che ancora avvolgono il cosmo, nonostante i tentativi dell'uomo avallati dal progredire della tecnologia, tanto da farci prendere coscienza di una immensità insondabile che forse adombra il Divino, comparando la scienza terrena con il Tutto.
Ogni suo quadro che tratta di meteore, meteoriti e comete, di cieli stellati e di mondi tanto lontani, sembra un invito ad abbandonarci sulle ali una musicalità quasi sacrale, nella quale non trovano ancora spazio le stonature della profanazione tecnologica. Così che la nostra autrice potrà continuare a trasmetterci tutta la poesia che le alberga nel cuore.
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| Pensiero » |
Neda G. Chieregati Ferrari Presidente Associazione Arte Amici |
dall'autrice stessa |
2011 |
Clara Brunelli, calvisanese trapiantata da una quindicina d’anni a Garda, nasce come fotografa e dipinge solo da qualche anno.
Il suo percorso artistico è stato intenso, soprattutto in questo ultimo periodo, con una crescita costante ed evidente per chi l’ha seguita fin dall’inizio.
Clara dipinge d’istinto, di getto, usando tecniche miste, spesso inusuali, ma che rendono in modo chiaro e facilmente leggibile il sentimento del suo pensiero espresso sulla tela.
Nella serie inedita “Dall’infinito alla Terra” ci racconta l’entusiamo che la lega ai grandi spazzi del deserto, nei quali va a ritemprare lo spirito alla ricerca dei “pezzi” di stelle: le meteoriti che la affascinano. Ci narra di giorni assolati dall’aria rarefatta e dei miraggi in orizzonti che paiono vicini e sono invece molto lontani; di notti silenziose, piene di stelle così grandi poterle quasi toccare con mano; di sole e di luna che stanno insieme nello stesso cielo; di spazi siderali, luminosi e colorati in cui le galassie da cui partono le meteoriti diventano quadri astratti a sé stanti, eppur ben legati ai colori caldi e dorati delle sabbie in cui esse si frantumano e giacciono.
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| Clara Brunelli » |
Angelo Crapanzano Giornalista |
dall'autore stesso |
luglio 2011 |
Clara Brunelli, è nata a Visano (BS) e risiede a Garda (VR). Ex fotografa professionista e pittrice
attiva, viaggia molto e ama in particolar modo, il deserto del SAHARA, dove con il marito Fabrizio, entusiasta compagno di viaggi, si è spesso avventurata alla ricerca di METEORITI, preziosi frammenti spaziali che usa per i suoi dipinti.
Autodidatta, agisce sempre con spiccata fantasia, spontaneità ed immediatezza. Ogni suo dipinto è certificato dall’autenticità del frammento di meteorite classificata come HAH296.
Attraverso i suoi dipinti, impreziositi da frammenti di meteorite, ella ci racconta il viaggio di questa pietra cosmica che attraversando nebulose, galassie, pianeti e costellazioni, è arrivata nel deserto in cui l’ha trovata.
“Il suo fascinoso modo di dipingere e di operare con frammenti di meteorite ci offre metaforici scenari di stelle cadenti che ben si definiscono fra accese tonalità e vorticose cromie, che si susseguono in un fantastico e suggestivo viaggio-racconto che ci pone in relazione col mistero degli spazi cosmici.”
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Diploma di Merito e d'Onore » Maestro d'Arte e Artista dell'Anno |
Centro d'Arte e Cultura La Pleiade di Milano |
dall'autore stesso |
settembre 2011 |
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| Quel che scrivono i bambini » |
Libro degli Ospiti |
DALL'INFINITO ALLA TERRA Mostra personale Calvisano Bs |
5-28 marzo 2011 |
Un universo che io sogno di fiabe e di fantascienza; oggi l'ho visto qui! ciao mi chiamo Ale e mi piace il Meterite. Mi piace tutto coi colori.
Le meteoriti e i colori sono delle scoperte che volevo scoprire. Valentina M. anni 8
Questi quadri mi emozionano soprattutto quelli delle meteoriti. Stefano
Matteo nato 5/11/02 La mostra mi sembra molto interessante. Grazie di tutto!!!!
Da questi quadri, si può ammirare l'universo e ci viene voglia di imparare,di scoprire e di saperne di più, è una cosa galattica! Con ammirazione classe 4^A.
Ho scoperto una cosa nuova interessante: Le Meteoriti. Vanessa P. classe 4^A.
Questa mostra mi è sembrata bella, perchè i suoi quadri hai usato tecnica mista, e sembrano in 3D perchè hai messo le meteoriti, trovata nel deserto. Valentina anni 10 classe 5^D.
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| Quel che scrivono gli adulti » |
Libro degli Ospiti |
DALL'INFINITO ALLA TERRA Mostra personale Calvisano Bs |
5-28 marzo 2011 |
La VITA come ARTE, l'ARTE come VITA scolpita col pennello sulla tela in immagine che è simbolo in simbolo che è anima, mente,cuore. Michela (scrittrice)
Il mal d'Africa e il sogno, sono l'asse portante delle tue opere.Quando dipingi non ti poni traguardi definiti, ma ti lasci andare liberando la tua fantasia e il tuo essere. Giorgio (pittore) Ha tutta la mia ammirazione Clara B.
La sensibilità evidenzia l'interiore di una persona in grado di essere solare, sensibile, orgogliosa. I miei complimenti tua mamma.
Sono stupita dalle tue opere intense e comunicanti: entrano nel cuore come per trafiggerlo! Sono felice per te del tuo successo meritato: con affetto Graziella Geremia. ( per ME una vera pittrice ma sopprattutto una vera artista Clara B.)
HAi saputo cogliere e trasmettere, i sentimenti peculiari del tuo intimo, rivelando l'artista che è in te. Continua il tuo percorso di ricerca personale e di perfezionamento artistico. Neda (Persona che stimo molto. Clara B)
L'incanto dello Spazio infinito, tra le sabbie e gli Astri rivela allo spirito smarrito l'armonia di forme e colori che anche nella solitudine canta di libertà e speranza. Grazie per aver raccolto questi frammenti d'Universo e averci fatto riscoprire quello che abbiamo nell'anima. Michela (Scrittrice di libri fantasy)
Hai fermato i colori e le emozioni vissute sulla tela. Un grazie da chi difficilmente avrà la possibilità di poterli vivere. Francesca
In pochi minuti abbiamo avuto il piacere di fare un viaggio nel deserto e nella magia del colore. Cristina e Cristia
La natura, nostra grande madre, è sempre una scoperta e meraviglia, un inchino, complimenti, grazie. Maria T.
Ti ringraziamo dell'opportunità che abbiamo avuto guardando i tuoi quadri, di conoscere "oggetti" misteriosi al punto di rimanere quasi increduli. Giuseppe e Maddalena
Complimenti Clara per le tue opere che ho molto apprezzato e grazie per la tenacia e la determinazione che ti contraddistingue nell'aver voluto portare a conoscenza nel nostro paese e nelle nostre scuole un mondo nuovo e fantastico. Sono molto contento del tuo successo ottenuto, continua così, sono fiero di te. Grazie ancora tuo fratello Claudio. (Grazie a te Clara B)
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54ª Biennale di Venezia » Catalogo Collaterale, Illuminazioni |
Giorgio Falossi |
Edizioni Il Quadrato |
dicembre 2011 |
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Mostre collettive e personali
| 2008 |
| Collettiva con ArteAmici | Calvisano (Brescia) |
| Collettiva | Calmasino di Bardolino (Verona) |
| 2009 |
| Collettiva con ArteAmici | Calvisano (Brescia) |
| Collettiva | Calmasino di Bardolino (Verona) |
| Personale "Tuffo nell'immaginario" | Garda (Verona) |
| Collettiva con ArteAmici | Calvisano (Brescia) |
| Personale "Tuffo nell'immaginario" | Castiglione delle Stiviere (Mantova) |
| 2010 |
| Collettiva con ArteAmici | Calvisano (Brescia) |
| 01, 29 maggio | Collettiva con Garda Arte | Garda (Verona) |
| 12, 26 giugno | Collettiva con Garda Arte | Garda (Verona) |
| 10 luglio | Collettiva con Garda Arte | Garda (Verona) |
| 07, 21 agosto | Collettiva con Garda Arte | Garda (Verona) |
| 05 settembre | Collettiva con Garda Arte | Garda (Verona) |
| dicembre 2010, gennaio 2011 | Collettiva con Garda Arte | Garda (Verona) |
| Palazzo Carlotti | Garda (Verona) |
| 2011 |
| 12-21 febbraio | Collettiva con ArteAmici | Calvisano (Brescia) |
| Collettiva | Ghedi (Brescia) |
| 5-28 marzo | Personale "Dall'infinito alla Terra" | Calvisano (Brescia) |
| 07 maggio | Collettiva con Garda Arte | Garda (Verona) |
| 14 maggio | Collettiva con Garda Arte | Garda (Verona) |
| 27 luglio - 8 agosto | New Artists Rome | Galleria Il Trittico (Roma) |
| 22-31 agosto | Arte & Fiera | Orzinuovi (Brescia) |
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